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Gerry Scotti: non so dove ho imparato a fare il clown. Mio papà faceva serenate su ordinazione. L’enorme rispetto per la fatica e il lavoro? Preso dai nonni

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tuesday

Dario Mantovani e Gerry Scotti

Per approfondire:

Articolo: Rosa Camuna, da Garattini a Scotti: "Una grande festa della comunità"Articolo: A Gerry Scotti la laurea dell’Insubria

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Pavia, 9 giugno 2026 – “Non so dove io abbia imparato a fare il buffone, il clown o quello che faccio in tv. Non ho avuto parenti artisti. Mio padre veniva pagato in bottiglioni di vino per cantare le serenate sotto le finestre delle ragazze quand’era primavera. Ci andava a torso nudo e cavalcando a pelo il cavallo con uno che suonava la fisarmonica. È andato una volta, la seconda ha sbagliato balcone, ha cantato sotto quello di mia mamma, si sono fidanzati e ha finito la sua carriera” L’aneddoto è stato raccontato da Gerry Scotti intervenuto questo pomeriggio nell’aula magna dell’Università dove ha ricevuto il premio internazionale “Gerolamo Cardano 2026” giunto alla trentottesima edizione che viene assegnato ogni anno a una personalità di rilievo che abbia espresso alti contributi al progresso delle scienze umane e sperimentali, delle arti libere e applicate.

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