Fausto e Iaio, indagini verso la proroga: la pista delle armi nere e il possibile collegamento con l’omicidio Pecorelli
Il murale in via Mancinelli che ricorda i due ragazzi caduti in un agguato il 18 marzo del 1978
Per approfondire:
Articolo: La madre di Fausto Tinelli: “Cerco giustizia, la verità già la conosco: lui e Iaio uccisi da estremisti di destra”Articolo: Chi ha ucciso Fausto e Iaio? Maria Iannucci, la ricerca della verità senza rancore: “Per mio fratello Lorenzo forse è la volta buona”Articolo: Terrorismo nero, mafia, appalti, curve: chi sono i nuovi (vecchi) indagati per l’omicidio di Fausto e IaioMilano, 16 marzo 2026 – La probabile e futura proroga delle indagini sul duplice omicidio di Fausto e Iaio, riaperte lo scorso aprile, rende l’idea della complessità degli accertamenti in corso per fare luce sul delitto irrisolto, che ripercorrono la pista dell’estrema destra eversiva sull’asse Roma-Milano.
Indagini della Digos, coordinate dai pm Francesca Crupi e Leonardo Lesti, che nella ricerca di collegamenti dopo quasi mezzo secolo hanno sondato anche la possibilità di nuove analisi su proiettili e armi utilizzate per altri fatti di sangue, con la stessa matrice, avvenuti negli Anni di piombo.
Una comparazione che si scontra con la scomparsa degli otto proiettili calibro 7.65 marca Fiocchi che furono esplosi da una Beretta 34 il 18 marzo del 1978 nei pressi del centro sociale Leoncavallo, nell’agguato contro i 18enni di sinistra Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, in un’Italia sotto choc per il rapimento del presidente della Dc Aldo Moro e la strage della sua scorta messa a segno dalle Br.
I reperti
La ricerca, negli uffici del Palazzo di giustizia di Milano dove vengono conservati i reperti, ha dato esito negativo. Quei proiettili, molto probabilmente, sono andati distrutti nel corso degli anni, e questo fatto restringe i margini dei possibili accertamenti.
Esistono però 14 fotografie a colori da diverse angolature, recuperate nei faldoni e valorizzate dal legale delle famiglie, l’avvocato Nicola Brigida, come possibile elemento per sondare la pista delle armi attraverso comparazioni.
La modalità con cui i due ragazzi sono stati uccisi è una “firma“ che riporta alla galassia dell’estrema destra, e a killer esperti nel maneggiare le armi: si tratta dell’uso della pistola, secondo le perizie del passato un “semiautomatica con canna solcata da sei rigature destrorse”, avvolta in un sacchetto di plastica, per evitare che venissero dispersi i bossoli.
In un articolo dello scorso dicembre la giornalista Raffaella Fanelli ipotizzava un collegamento con la pistola con cui il 20 marzo 1979 fu ucciso il giornalista romano Mino Pecorelli, altra indagine su una pagina nera del passato riaperta di recente.
Gli intrecci
“Crediamo possa essere approfondita la pista che porta a collocare l’omicidio di Fausto e Iaio – spiega al Giorno l’avvocato Brigida – all’interno delle trame oscure della fine degli anni ’70. Le famiglie confidano nella possibilità che possa essere fatta giustizia, anche a distanza di tanti anni”.
La speranza di una svolta nell’inchiesta a carico di Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi, estremisti di destra la cui posizione era già stata archiviata nel 2000 dalla giudice Clementina Forleo. Quella delle armi è solo una delle piste esplorate dalla Procura di Milano, che nelle nuove indagini ha raccolto anche testimonianze confluite in una informativa che la Digos dovrebbe depositare nelle prossime settimane.
Sono stati analizzati anche i volantini di rivendicazione dell’epoca e le macchine da scrivere usate dai neofascisti romani negli anni ’70. Preannunciato da una telefonata anonima il 23 marzo 1978, un volantino fu rinvenuto in triplice copia in una cabina telefonica in via Leone IV, a Roma, firmato “Esercito Nazionale Rivoluzionario - Brigata combattente Franco Anselmi”, terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari morto durante una rapina il 6 marzo del 1978, pochi giorni prima dell’assassinio di Fausto e Iaio in via Mancinelli: “Una nostra brigata armata di Milano ha giustiziato i servi del sistema Tinelli Fausto e Iannucci Lorenzo. Con questo gesto vogliamo vendicare la morte di tutti i camerati assassinati”.
Mercoledì, giorno dell’anniversario del duplice omicidio, Fausto e Iaio verranno ricordati in via Mancinelli, dalle 17. Al presidio, organizzato dal Leoncavallo (ora senza sede) e dall’Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, saranno presenti anche la Banda Popolare dell’Emilia Rossa e Alessio Lega, insieme a molti altri. Tra i partecipanti anche gli Assalti Frontali, storico gruppo romano di rap militante.
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