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Se l'ideologia ci acceca la vittima è la verità

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03.06.2026

Gentile Direttore Feltri, ho letto la storia di Henry Nowak, il ragazzo inglese di 18 anni accoltellato a morte a Southampton, Regno Unito. Secondo quanto emerso, quando la polizia è arrivata sul posto avrebbe inizialmente creduto alla versione dell'aggressore, il quale sosteneva di essere vittima di un'aggressione razzista. Così il giovane ferito, che ripeteva di essere stato accoltellato e di non riuscire a respirare, sarebbe stato ammanettato invece di essere immediatamente soccorso. La cosa che mi ha colpito è che quelle parole, «non riesco a respirare», sono diventate famose in tutto il mondo dopo la morte di George Floyd. Per anni ci è stato spiegato che rappresentavano il simbolo dell'oppressione e del razzismo. E oggi? Ci sarà la stessa indignazione per Henry Nowak? Oppure esistono vittime che meritano attenzione e altre che possono essere dimenticate in base al colore della pelle?

Caro Paolo,questa vicenda mi ha colpito profondamente. Non soltanto per la morte assurda di un ragazzo di diciotto anni, che potrebbe essere mio nipote, evento che già basterebbe a provocare sgomento e indignazione, ma per ciò che questo fatto di cronaca racconta del tempo in cui viviamo. Henry Nowak viene accoltellato più volte. L'assassino, secondo quanto accertato in........

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