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Il presidente che dalla Serie B portò l'Atalanta in semifinale di coppa

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07.02.2026

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La notte è una lama d’acqua e di buio. Una pozza sull’asfalto scivolosa, la pioggia che precipita da ore, una strada sconnessa. La Mercedes 190 scivola, perde aderenza, sbanda. Siamo a Predore, nelle vicinanze del lago d’Iseo, la notte del 7 giugno 1990. L’auto va a schiantarsi contro la cancellata del campeggio Eurovil. Cesare Bortolotti sbatte la testa contro il parabrezza. Ha trentanove anni. Stava tornando da una classica partitella di tennis con gli amici. Non poteva sapere che, dietro ad una curva infida, si sarebbe interrotto il suo destino.

Il giorno dopo, a Milano, comincia il Mondiale di Italia ’90. Maradona è pronto a prendersi il centro della scena. A San Siro c’è un posto vuoto, e non è solo una sedia: manca un uomo che avrebbe dovuto assistere. Uno che ha silenziosamente trasformato la traiettoria calcistica dell’Atalanta.

Bortolotti era nato a Bergamo nel 1950. Imprenditore del ramo petrolifero, diventa presidente della Dea dal 1980, quando eredita la carica dal padre Achille. A trent’anni è il più giovane presidente del calcio professionistico. Di tempo........

© Il Giornale