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Il "monito di Erbil" richiama la politica alla responsabilità di dialogo nelle crisi

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13.03.2026

Facendo non uno ma mille scongiuri immaginate cosa sarebbe successo se l'altra notte i due droni lanciati contro la base italiana di Erbil avessero provocato vittime tra i soldati. Quindi, con la memoria rivedete le immagini del dibattito sulla politica estera di due giorni fa in Parlamento, caratterizzato da uno scontro verbale condito da ingiurie, in cui governo e opposizione non sono riuscite a trovare non dico una minima intesa ma neppure a promuovere un dialogo civile. Ebbene, i droni di Erbil sono un monito che riporta alla drammatica realtà della guerra una classe dirigente inconsapevole, perché se avessimo avuto dei caduti l'opinione pubblica ne avrebbe chiesto conto a tutte le forze politiche, non una esclusa. E probabilmente i partiti nel paese del «giorno dopo» sarebbero stati costretti a cosparsi il capo di cenere.

Anni fa, ormai tanti, quando ancora un governo nasceva su un comune sentire sulla politica estera, un'esigenza spingeva maggioranza e opposizione a trovare un'intesa di fronte ad un conflitto che direttamente o indirettamente........

© Il Giornale