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Con la guerra in Iran, l'asse tra Turchia e Arabia Saudita si è fatta ben più complicata da gestire

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06.03.2026

Tra nuovi allineamenti regionali e il rischio di escalation contro il regime islamista iraniano, il Medio Oriente entra in una fase di equilibri sempre più instabili

Mercoledì un missile balistico diretto verso la Turchia è stato abbattuto dai sistemi Nato e giovedì l’Azerbaigian ha denunciato un attacco nell’exclave del Nakhchivan in cui è stato danneggiato l’aeroporto. Dopo l’attacco, la linea turca rimane quella di evitare l’escalation e il presidente Recep Tayyip Erdogan ha escluso cambiamenti. Nei paesi del Golfo (Gcc), tuttavia, inizia a emergere la possibilità di reagire agli attacchi iraniani colpendo obiettivi del regime degli ayatollah. Fino a un attimo prima dell’inizio del conflitto, le traiettorie regionali stavano prendendo direzioni diverse. I segnali erano diventati sempre più consistenti: il contraccolpo a livello di opinione pubblica causato dalla guerra nella Striscia di Gaza, assieme alla crescente competizione strategica con gli Emirati Arabi Uniti – resa evidente dal sostegno di Abu Dhabi ai secessionisti yemeniti che ha messo a rischio la tenuta del governo appoggiato da Riad – avevano spinto l’Arabia Saudita a deviare dal percorso di stabilizzazione........

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