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Il contributo italiano più il dazio Ue sulle spedizioni sotto i 150 euro. La somma mette a rischio l'Unione doganale

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19.02.2026

Dal primo gennaio 2026 ogni spedizione sotto i 150 euro verso l'Italia proveniente da un paese extra ue paga un contributo fisso di due euro. Dal primo luglio anche l'Unione europea introdurrà un dazio unioniale di 3 euro. Ma una quota nazionale fissa applicata solo in Italia, in un mercato unico senza frontiere interne, produce effetti di spostamento dei traffici

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C’è un piccolo pacco da due euro che racconta molto dell’Italia e della tentazione di fare politica di bilancio a colpi di balzelli. Dal primo gennaio 2026, ogni spedizione di modico valore – sotto i 150 euro – proveniente da un paese extra Ue e immessa in libera pratica in Italia paga un contributo fisso di due euro. Non è un dazio, assicurano il legislatore e l’Agenzia delle dogane. E’ un “contributo” destinato a coprire le spese amministrative legate agli adempimenti doganali. Una parola, contributo, che prova a rassicurare Bruxelles e a tenere lontano lo spettro delle “tasse di effetto equivalente” vietate dal Trattato. La misura nasce dentro la legge di bilancio 2026 e si inserisce in un contesto europeo in movimento. Dal 1° luglio infatti, entrerà in vigore un dazio unionale fisso di 3 euro per le spedizioni sotto i 150 euro, anticipando la fine........

© Il Foglio