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Il diritto internazionale senza un potere che dovrebbe farlo rispettare

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14.03.2026

Violazioni o deroghe, una discussione politicizzata. Ecco perchè è necessario avere fiducia nella capacità della ragione umana

Von der Leyen seppellisce l'ordine globale

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Hegseth: “Oggi gli attacchi più intensi”. Si ferma la più grande raffineria degli Emirati

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A giudicare da come oggi si affrontano le questioni morali e politiche più scottanti si direbbe che siamo di fronte a dibattiti che sembrano fatti apposta per non finire mai, tanto è evidente l’incapacità dei contendenti di riflettere sulle proprie ragioni e sulle ragioni altrui. Con argomenti più o meno sofisticati, la ragione serve soltanto a sostenere la tesi che si è preliminarmente scelta come propria, non a vagliarne la consistenza. Di conseguenza più le questioni sono spinose e più si ha la sensazione che non esistano mezzi razionali per trovare un accordo. Un esempio eloquente in proposito lo abbiamo nel modo in cui in questi giorni viene raccontata la guerra in Iran e la relativa violazione del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele.

In sintesi possiamo facilmente individuare due strategie argomentative tra di loro antagoniste: da un lato si sostiene che la guerra è la risposta legittima alla minaccia rappresentata da uno stato teocratico e criminale sul punto di dotarsi della bomba atomica, che non esita a sparare per strada ai suoi oppositori; dall’altro si sostiene invece che la guerra all’Iran è soltanto una........

© Il Foglio