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L'Intergruppo per il Sì, “riformisti trasversali” dal Pd a FdI |

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11.03.2026

Una decina di parlamentari ed ex parlamentari bipartisan si è seduta allo stesso tavolo per "ricordare che il 22 e il 23 marzo non si voterà sul governo Meloni ma si risponderà a una domanda". Fuori però volano gli stracci

La vera posta in gioco al referendum: il primato dei giudici sulla politica

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"Dal fronte del No fake news sull'elezione dei laici del Csm e dell'Alta corte". Parla Guzzetta

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E’ la realtà, ma in giorni di opposti deragliamenti sui fronti del No e del Sì pare quasi un miraggio: una decina di parlamentari ed ex parlamentari misti, nel senso della maggioranza e dell’opposizione, seduti allo stesso tavolo, sotto il titolo di “Intergruppo per il Sì al referendum”. Partecipano (per il momento) per Italia Viva Roberto Giachetti, per Azione Valentina Grippo ed Ettore Rosato, per il Pd Stefano Ceccanti e (idealmente, da Bruxelles, Pina Picierno e da Torino l’ex senatore dem Stefano Esposito), per Più Europa Benedetto Della Vedova, per i Libdem Luigi Marattin e per il centrodestra, da FdI, Federico Mollicone (domanda: e Forza Italia? E la Lega? “L’intergruppo è aperto”, risponde Mollicone).

Marattin spiega l’intento: “Vogliamo ricordare che il 22 e il 23 marzo non si voterà sul governo Meloni — potremo farlo nel 2027 — ma si risponderà a una domanda. Nel merito, questa è una grande riforma liberale per fare sì che chi si trova in tribunale abbia la ragionevole certezza che chi lo giudica non abbia nulla a........

© Il Foglio