Meno canone e nuovo cda: Forza Italia porta al Senato una riforma Rai che il Mef considera pericolosa
Il testo unico che unisce 11 proposte di legge ridisegnerebbe poteri e vertici della Rai, ma trova l’opposizione del ministero dell'Economia e delle Finanze. E apre uno scontro tutto interno alla maggioranza. Cercasi scalpo
Al ministero dell’Economia dicono: altro che TeleMeloni, altro che gli sfondoni dell’ex direttore Petrecca, piaceri e conduzioni agli amici e ai “fratelli”, programmi flop e tg in calo. La Rai diventerà TeleCasino se passasse anche un solo articolo del disegno di legge di riforma di Viale Mazzini (oggi trasferitasi causa amianto al quartiere Ostiense) che va in aula al Senato mercoledì prossimo. Infatti il ministro Giancarlo Giorgetti e i suoi tecnici hanno dato parere contrario quasi all’intero testo. Maggioranza contro governo e viceversa. Una riforma da buttare nel cestino, un ritorno alle caverne della Prima repubblica. Ma perchè? Non c’è indipendenza, non c’è un progetto gestionale. Non c’è neanche la lottizzazione organizzata. Quella che Bettino Craxi sintetizzò così: “Il numero di telefono della Rai è 643111”. Ovvero 6 Dc, 4 Pci, 3 Psi, 1 repubblicano, 1 socialdemocratico e 1 liberale.
Il testo unico che comincia l’iter la prossima settimana riunisce 11 proposte di legge, di tutti i partiti. Mena le danze la maggioranza ovviamente e in particolare il testo di Maurizio Gasparri, presentato il primo giorno della legislatura in corso, 13 ottobre 2022, fonte ispiratrice del provvedimento da........
