Israele a testa in su. La risposta agli attacchi è necessità
Dalla distruzione al progetto, dall’emergenza alla gestione. Sulle rovine dei palazzi distrutti si costruiscono grattacieli di quindici piani: è la resilienza della popolazione israeliana
Tel Aviv. Mentre Israele entra nella quarta settimana di guerra, sale il numero dei feriti causati dagli attacchi di Iran e Hezbollah. Sabato sera missili iraniani hanno colpito Dimona e Arad, nel deserto del Negev. Ad Arad l’esplosione in un quartiere densamente popolato ha causato 115 feriti, di cui una decina gravi e ha danneggiato venti edifici. L’Idf ha dichiarato che non si sono verificati errori nell’intercettazione dei missili balistici e ha ribadito che per quanto il tasso di successo delle intercettazioni sia senza precedenti, non arriva mai al 100 per cento; il resto lo devono fare i cittadini, entrando nei rifugi. A sole dodici ore dall’evento, il sindaco di Arad, Yair Maayan, ha promesso che saranno rilasciati permessi per costruire grattacieli di quindici piani sulle rovine dei palazzi distrutti.
Da questo estremo pragmatismo, dalla capacità di passare dalla distruzione al progetto, dall’emergenza........
