Il referendum certifica il valore dei riformisti a Milano. Appunti per futuri sindaci
Dai numeri del referendum emerge un riformismo milanese evanescente: disperso, minoritario e incapace, oggi, di incidere davvero sugli equilibri politici della città
La domanda rimane: ma quanti sono i riformisti a Milano? Ce la si era posta proprio qui, confidando che il referendum – nella città laboratorio di Milano – avrebbe fatto da cartina di tornasole. E consentito di contare in modo quantomeno indicativo il peso specifico dei riformisti. Negli anni di Expo era semplice: a Milano era il popolo di Renzi. Circoli, attività, pubblicistica. Oggi sono diventati un bosone: si sa che esiste, ma bisogna durare fatica per determinarne il peso. E dunque, dopo il referendum? La risposta è nelle urne. Nelle ultime regionali del 2023 il divario tra Pierfrancesco Majorino e Attilio Fontana, a Milano città, fu di poco più di 9 punti: 46,83 a 37,69 per cento. C’era anche la proposta “riformista”: il 6,56 per cento di Azione e Italia Viva insieme. Alle Europee 2024, sempre a Milano città, tra centrosinistra e centrodestra il divario era di circa 10 punti. Al referendum di domenica e lunedì il divario tra il No e il Sì, Milano città, è stato di........
