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L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz. Petrolio e gas salgono e torna il rischio inflazione

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02.03.2026

Navi ferme e assicurazioni tagliate. Dove passavano 20 milioni di barili al giorno non naviga quasi più nessuno. Ma è costoso soprattutto per Teheran, che vendeva  il 90 per cento del suo petrolio via mare alla Cina. E Takaichi dal Giappone avverte: abbiamo solo 254 giorni di scorte

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. “Questa è la forza navale speciale Sepah della marina militare del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Da adesso in poi tutte le navigazioni attraverso lo Stretto di Hormuz sono vietate (dove passa più del 20 per cento del petrolio mondiale, ndr). Nessuna nave, in nessun lato dello Stretto, è autorizzata a navigare fino a nuovi annunci”. E’ con questo messaggio trasmesso via radio dai pasdaran alle imbarcazioni nello Stretto che la crisi militare tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia di trasformarsi in uno choc energetico mondiale.

Nello Stretto di Hormuz passano in media circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, un quinto dei consumi giornalieri mondiali. Anche se i barili sono pronti, senza una rotta praticabile la strozzatura del collo di........

© Il Foglio