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Gossip, dissing. I critici incompetenti che invadono Instagram

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08.03.2026

Nel rumore infinito dei social, il rischio è che la moda smetta di essere creazione per diventare soltanto commento

Ormai quasi un decennio fa, dopo le sfilate di Milano del settembre 2016, fa usciva un articolo al vetriolo di Vogue.com che definiva “pathetic” i fashion blogger, allora fenomeno sociale in ascesa che aveva irritato le redattrici della testata fino alla levata di scudi. Oggi, la massa dei commentatori digitali è così estesa da chiedersi se questa critica su ogni sfilata, ogni uscita, in tempo reale (le sfilate vengono ormai trasmesse live), il più delle volte acida e pungente soprattutto da chi è costretto ad assistervi da lontano, non sia una trappola soffocante, velenosamente divertente ma ambigua, per i designer e per chi lavora dietro le quinte sulle collezioni, visto che tutti, sui social media, trascorriamo una percentuale importante del nostro tempo. Non tutte le opinioni hanno la stessa autorevolezza, ed esiste ovviamente una stampa di settore qualificata che ha la capacità di tradurre i codici stilistici e di renderli accessibili a un vasto pubblico, ma attualmente tutti – come nel calcio o in politica internazionale – si percepiscono anche esperti di moda, e ovunque alligna l’idea che allargare la platea delle........

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