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La guerra digitale invisibile: perché l'Italia è indifesa (e non è solo colpa dei droni)

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07.03.2026

Mentre il dibattito pubblico guarda ai missili, l’intelligence italiana avverte: il vero assedio è digitale. Dati, algoritmi e infrastrutture sono il nuovo campo di battaglia della sovranità. Spunti dalla relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza presentata da Palazzo Chigi

Mantovano fa asse con Piantedosi a tutela di Aise. Tramonta l'idea di spostare la cybersicurezza alla Difesa

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Mentre il dibattito pubblico italiano, di fronte al nuovo conflitto, si divide sull’uso delle basi militari e su qualche decimale di PIL in più per scafi di ferro e ali d'alluminio, la realtà geopolitica ha già traslocato altrove.  La pubblicazione della relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, presentata dalla Presidenza del Consiglio, non è solo un innovativo documento di intelligence: è la lucida diagnosi di  un’ossessione per il conflitto cinetico che oscura un’invisibile guerra digitale. Se le cronache internazionali  rimangono ipnotizzate dalle scie dei missili e dei droni iraniani che solcano i cieli del Golfo, l’intelligence  nazionale ci avverte, con una prosa che non lascia spazio a equivoci, che il vero assedio all’Italia è già in corso  ed è un assedio di bit, non di bombe. Siamo in una fase storica – scrive la relazione - in cui la tecnologia ha smesso di essere un "settore" separato  per diventare il campo di battaglia e il motore strutturale che riscrive minacce, potere e governance. L’Italia - e  con essa l’Unione Europea - si trova in una condizione di vulnerabilità che è prima di tutto culturale e  istituzionale.

La voce del report si unisce alla litania che il Ministro della Difesa Guido Crosetto va recitando da tempo: siamo un Paese indifeso perché abbiamo ridotto la sicurezza nazionale a tabù culturale,  delegandolo a terzi e affidando la scomoda pratica a una mera querelle sul budget di spesa, ignorando che  oggi la trincea passa anche per i consigli di amministrazione delle aziende infrastrutturali e per i server delle  istituzioni pubbliche. Mentre l'opinione pubblica è impaurita per gli attacchi spettacolari dei droni iraniani agli  scintillanti grattacieli di Dubai, la relazione evidenzia che il vero pericolo è la convergenza tra intelligenza  artificiale e propaganda, disinformazione e cyber-sabotaggio.Il fatto che gli USA abbiano chiesto aiuto  all'Ucraina per trovare una difesa efficace contro i droni iraniani è, oltre che un clamorosa ammissione di  impreparazione della possente macchina da guerra americana, anche la prova definitiva che non solo è........

© Il Foglio