Da Moravia con Modugno a Cazzullo con Sal Da Vinci: lo stesso rigetto di quello che piace
“Per sempre sì” non è come “Nel blu, dipinto di blu”. Ma la celebre distinzione tra l’Italia degli spiriti eletti e la Sotto-Italia è ancora attuale, e il rigetto di cò che piace alla gente è immutabile, ripetitivo e noioso
Elogio della musica passionale. Sal Da Vinci e la grammatica del “sì” a Sanremo
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La canzone più artistica di Sanremo 2026 è quella di Sal Da Vinci
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Primo: dateci subito una coreografia di “Per sempre Sì” con Cazzullo e Italo Bocchino in tuta di ciniglia che sculettano, si sbracciano, sfoggiano l’indice con brillocco nel finale (dove sono gli smanettoni dell’AI quando servono?). Secondo: le culture war sanremesi sono sempre le migliori che riusciamo a produrre, non c’è gara. Sarà peggio “le élite rosicano” di Bocchino o i “matrimoni della camorra” di Cazzullo? Messo alle strette direi la seconda. Non c’è dubbio. Non perché debba difendere Sal Da Vinci – si difende benissimo da solo, a colpi di Siae. Ma perché........
