Fratoianni, ecco l'intervista completa: "Ora basta con chi deve fare il leader. Presentiamo il programma"
10 Agosto 2026, 15:00
Alla chiusura dell’attività parlamentare per la pausa estiva abbiamo posto alcune domande a Nicola Fratoianni, co-leader Alleanza Verdi e Sinistra. E nonostante l’apparente tentativo di sviarne una, alla fine ha risposto a tutte. Anche alla più difficile: “Tra Schlein e Conte non scelgo. E, comunque, il candidato premier può essere anche uno dei nostri”. Ai leader di Pd e M5S arriva anche una forte strigliata: “Serve responsabilità perché non siamo di fronte a una corsa podistica. Il tema di chi arriva primo non può essere prioritario rispetto all’obiettivo di vincere” le elezioni.
Porte aperte, poi, a Matteo Renzi e anche ad altre forze politiche: “Nessun veto, quando il centro avrà un indirizzo spediremo l’invito”. Sull’Ucraina nessun passo indietro, ma apertura alla difesa comune europea. E promuove il governo dell’Umbria: “La giunta Proietti sta svolgendo un eccellente lavoro”. Fratoianni è umbro di adozione: è nato a Pisa, ma risiede da qualche anno a Foligno.
- Onorevole Fratoianni, il campo largo è ancora largo oppure è diventato un campo minato?
Il campo è largo, lo resta e probabilmente crescerà ancora per dimensioni e per massa critica. Non si è affatto ristretto: c’è un’alleanza tra Avs, Pd e Movimento 5 Stelle che è stata costruita, in questi anni, sulla base di una larga, larghissima convergenza su una stragrande maggioranza di temi e questioni. Lo confermano le leggi depositate in parlamento; esistono progetti di legge; esiste già l’articolazione di una proposta politica in grado di dare un’alternativa ad un Paese che, giorno dopo giorno, perde la speranza su troppe cose. La speranza nella ripresa degli stipendi che restano fermi al palo mentre l’inflazione cresce a velocità sempre più grande. La speranza di fronte a una crisi climatica che ormai è esplosiva.Purtroppo la destra che governa questo Paese non solo non offre risposte adeguate, ma fa esattamente il contrario di quello che sarebbe necessario: dice no al salario minimo; alla riduzione dell’orario di lavoro mantenendo la parità di salario; alla necessità di tornare ad agganciare automaticamente gli stipendi all’inflazione. Nega perfino la crisi climatica arrivando ad accusare gli ecologisti di un eccesso ideologico che non esiste.Detto questo ribadisco che il campo largo c’è, esiste e non ha la cecità di chi oggi ci governa. Per questo si allargherà e crescerà.
Fratoianni bacchetta Schlein e Conte: "Basta con la leadership"
- Che intende? Allargarsi significa anche accogliere Matteo Renzi che sostiene che senza il suo contributo il centrosinistra non può battere Giorgia Meloni?
Noi, intanto, dall’area del centro aspettiamo che ci arrivi almeno un indirizzo a cui recapitare un invito per aprire una discussione.Al centro c’è una frammentazione evidente. Ci sono molte forze, alcune con una rappresentanza parlamentare: Italia Viva, Più Europa di Riccardo Magi. Ma ci sono anche altri protagonisti che stanno lavorando alla costruzione di una loro proposta politica: da Alessandro Onorato a Ernesto Maria Ruffini, passando anche dal socialista Enzo Maraio. Ci sono, insomma, tante attivazioni che però ad oggi faticano a trovare una convergenza e ad offrire appunto una proposta con la quale sia possibile avviare un'interlocuzione.Io non voglio dar lezioni a nessuno, ognuno deve guardare innanzitutto a casa sua, ma è evidente che quando avremo un indirizzo al quale inoltrare un invito sarà più facile.
- Quindi mi sta dicendo che non c’è un veto neppure nei confronti di Renzi...
Sì. Lo dico perché non abbiamo messo mai un veto verso qualcuno. Semmai, nella storia più o meno recente, qualche volta - anzi più di qualche volta - è capitato che qualcun altro abbia provato a mettere un veto su di noi e non gli è andata molto bene.La mia cultura politica mi insegna a non mettere veti, insegna anche però che quando vuoi affrontare una destra, come quella che abbiamo di fronte, costruire un’alternativa significa anche non solo costruire un’alleanza, ma mettere in campo una proposta politica che sia esplicitamente e chiaramente riconoscibile come un’alternativa.Per questo siamo pronti a discutere con tutti. Ma con l’idea e con la chiarezza che fare una coalizione ancora più larga non significa annacquare la proposta politica o rinunciare ad indicare proposte di idee che siano in grado di dare risposte valide alle persone.
- Veniamo al punto che nel centrosinistra tutti continuano a rinviare. Oggi tra Schlein e Conte, chi considera più autorevole più credibile, più adatto a sfidare Giorgia Meloni? Non le chiedo chi sarà il candidato, le chiedo chi secondo lei sarebbe il candidato migliore tra questi due.........
