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Intelligenza artificiale, l'Umbria al passo con l'Italia ma resta indietro sull'innovazione: brevetti e proprietà industriale i punti più deboli

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13.09.2026

13 Settembre 2026, 07:00

In Umbria l’intelligenza artificiale corre veloce quasi quanto come nel resto d’Italia. Nel Cuore verde, infatti, il 15,3% delle imprese con più di 10 impiegati utilizza almeno uno strumento IA, appena dietro al dato nazionale del 16,4%. L’ostacolo però resta alla fine della corsa, ovvero quando l’innovazione digitale deve concretizzarsi in brevetti, nuovi prodotti e proprietà industriale. È questa la fotografia immortalata dall’ultima indagine della Camera di Commercio dell’Umbria che, riprendendo l’analisi dell’Ufficio regionale di statistica della Regione Toscana basata sui dati Istat 2025, posiziona la regione davanti a Toscana (14,7%, Marche (10,2%) e il Centro in generale (15,2%).

“Le imprese umbre – spiega il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni -hanno dimostrato molte volte di saper cambiare, anche quando dimensioni ridotte e risorse limitate rendono tutto più difficile. La transizione digitale è una sfida concreta per tutte, soprattutto per le più piccole, che hanno bisogno di competenze, strumenti e accompagnamento”.

Ingrandendo la lente sui diversi indicatori di riferimento, si delinea un quadro degno di nota. Nella stessa elaborazione su dati Istat, l’Umbria raggiunge il 46% nel data analytics, ovvero nell’analisi dei dati realizzata dall’impresa o affidata all’esterno, totalizzando più del 42,7% italiano e il valore più alto tra Umbria, Toscana, Marche e Lazio. Nei servizi cloud di livello intermedio o sofisticato il Cuore verde arriva al 70,3%, contro il 68,1% nazionale. Sul livello almeno di base di digitalizzazione, invece, si ferma al 73,8%, contro il 79,8% dell’Italia, l’80,7% della........

© Il Corriere dell'Umbria