Violenza anti-LGBT+ in Europa: perché servono dati, non narrazioni comode
Il 25 luglio 2026 il Christopher Street Day di Berlino si è concluso in tragedia. Un furgone ha investito la folla nel Tiergarten, vicino a Potsdamer Platz; l'uomo alla guida è poi sceso e ha colpito chi fuggiva con un'arma da taglio. Bilancio confermato dalla polizia berlinese: una donna uccisa e 29 feriti, diversi in condizioni critiche. La vittima è una cittadina polacca, madre, che festeggiava con la figlia. L'attentatore, Abdul Ballout, 21 anni, tedesco di origini libanesi, è stato ucciso dalla polizia il giorno dopo a Spandau, dopo essersi lanciato contro gli agenti con un'arma da taglio. Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un attacco di matrice islamista; il cancelliere Friedrich Merz lo ha definito un attacco non solo alla comunità queer ma alla libertà della società tedesca nel suo insieme. Il pensiero va innanzitutto alla vittima, ai feriti e alle centinaia di migliaia di persone scese in piazza per rivendicare il diritto a esistere.
Resta una domanda scomoda, come ha giustamente rilevato Giuliano Federico su Gay.it: come ha potuto agire un ragazzo già schedato? Ballout era seguito dall'intelligence tedesca dal 2022, dopo una condanna minorile per aggressione e rapina. Nel 2024 aveva condiviso propaganda dello Stato islamico online; nel 2025 aveva tentato di raggiungere la Siria per arruolarsi. Il 12 maggio 2026 il tribunale minorile di Berlino lo aveva condannato a un anno e dieci mesi per atti preparatori a un reato contro la sicurezza dello Stato, ma aveva rinviato di sei mesi la decisione sulla condizionale, revocando la custodia cautelare. Era stato inserito in un programma di deradicalizzazione: secondo una........
