Colpire i burattinai che tirano le fila per sconfiggere le nuove mafie
“Bisogna andare oltre il terzo livello e colpire le menti raffinatissime”. “È arrivato il momento di individuare il vero baricentro del potere mafioso: non più (e non solo) la manovalanza militare, ma i colletti bianchi e i salotti dove si decidono le sorti economiche e politiche del Paese”.
C’è un vulnus che l’Italia si trascina dietro da decenni, un’illusione ottica rassicurante e al tempo stesso tossica: pensare alla mafia come a un fenomeno di pastori, latitanti nascosti nei bunker sotterranei e killer spietati dall’accento marcato. Questa è la mafia militare. La vera mafia, quella che sopravvive ai cambi di regime, alle crisi economiche e alle retate storiche, è un’altra. È la mafia che non spara, ma opera in silenzio. È la mafia dei burattinai.
Indagare su chi manovra le organizzazioni criminali significa smettere di guardare il dito e iniziare a guardare la luna. Significa accettare una verità scomoda: Cosa Nostra, la ’ndrangheta e la camorra non sono........
