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La lingua italiana è sotto tiro

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08.04.2026

Se è vero quanto diceva un grande filosofo rumeno, come Emil Cioran, secondo il quale una lingua si abita e non la si usa, allora possiamo riconoscere che stiamo per essere sfrattati da casa nostra.

La nostra dimora lessicale è sotto tiro e rischia di essere almeno ridimensionata se non proprio azzerata. Sono più di 500 i corsi universitari negli atenei italiani condotti esclusivamente in inglese.

È un indubbio indicatore di una tendenza all’internazionalizzazione delle nostre università, ma si rivela anche un pressante pericolo di impoverimento e marginalizzazione della ricchezza della nostra lingua. Minaccia che appare preoccupante, in un contesto come l’attuale, dove per la diffusione dei sistemi di addestramento linguistico dei sistemi automatici di intelligenza artificiale, il cosiddetto capitale semantico, la peculiarità di un paese di usare la propria lingua per trasferire senso alle macchine, sta diventando una risorsa strategica anche a livello economico, aziendale e geo politico.

Negli ultimi 20 anni, proprio mentre si diffondevano gli LLM (Large language Model) i motori semantici dei sistemi generativi, si sono diffusi corsi universitari tenuti esclusivamente in inglese. Sono corsi che riguardano prevalentemente il biennio delle magistrali, ma cominciano a diffondersi anche nel triennio, e sono ormai componenti essenziali in settori come la formazione ingegneristica, informatica, economica, o quella sanitaria, o ancora quella legale. Nei principali politecnici siamo ormai a una percentuale che........

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