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Le scrittrici dimenticate

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09.04.2026

Dal mio punto di vista – il punto di vista di una docente e di un’attivista che ha ribadito in diverse occasioni queste disuguaglianze – era auspicabile che si alzasse anche una voce maschile, a dirlo. E non una voce qualunque, ma quella di Johnny L. Bertolio, docente universitario di Letteratura italiana, autore – tra l’altro – del consigliatissimo “Controcanone. La letteratura delle donne dalle origini a oggi”, uscito nel 2022 per Loescher. Il titolo di questo nuovo progetto lodevole, uscito per Tlon, è eloquente: “L’ha scritto lei, ma…”, e il sottotitolo ancor di più: “Perché a scuola non si studiano le autrici”.

La ricordiamo in molte e molti, noi che al liceo ci consumavamo sul Pazzaglia dalla copertina rossa, l’assenza delle voci femminili, persino nell’antologia dell’ultimo anno. Le scrittrici brave esistono (una di esse, Grazie Deledda, è stata l’unica italiana a vincere il Nobel per la letteratura) eppure sono rimaste neglette e marginalizzate per secoli, perché così prevedeva il canone post-unitario: che venissero trasmessi alla novella nazione valori unificanti vincolati a un solido patriarcato, veicolati da quelli che sarebbero stati chiamati i padri della letteratura italiana. Nemmeno sul versante delle speculazioni scientifiche tirava una buona aria, se Cesare Lombroso e Guglielmo Ferrero, nel........

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