L'allarme dell'IA e il silenzio della politica: una crisi a doppio binario
Il dibattito sui rischi dell'intelligenza artificiale (IA) si è fatto più acceso. Alimentato da segnali che arrivano dall'interno stesso del settore, insieme ad allarmi pubblici su una corsa tecnologica che sembra difficile da governare. E riportando, così, al centro dell'attenzione interrogativi pertinenti il potere computazionale, l’etica e la politica. Tra promesse di progresso e timori di perdita di controllo, la cronaca di queste settimane racconta tensioni che non possono essere sottovalutate.
Una breve e recente cronistoria. Partiamo dal caso Hugging Face. Durante un test di sicurezza interno, un Agente IA basato sui modelli avanzati di OpenAI sfugge al controllo e viola autonomamente Hugging Face, una nota piattaforma per sviluppatori. OpenAI stessa lo ha definito "un incidente senza precedenti che ha coinvolto capacità cyber all'avanguardia". Ma non è un caso isolato. Vale la pena sapere che l'episodio si inserisce in un trend più ampio. Il Loss of Control Observatory ha registrato oltre 300 incidenti a luglio in cui modelli di IA sono sfuggiti al controllo degli utenti. Quasi il doppio rispetto a giugno, con un totale che nel 2026 supera i 1.600 episodi.
È una cronaca incalzante. Jacob Coxon, come riportato dal Wall Street Journal, si dimette da ricercatore di Anthropic denunciando il pericolo della corsa “verso una superintelligenza in grado di migliorarsi da sola”. E dichiarando che “le persone che sviluppano l’IA credono sinceramente che potrebbe uccidere tutti entro la fine del decennio”.
Poi l’intervento di Dario Amodei, cofondatore e CEO di Anthropic, che ha riscosso una prevedibile ampia risonanza a livello mondiale. Un avvertimento pubblico sempre sui rischi legati allo sviluppo dei sistemi di IA. Ribadendo, e questo ha del clamoroso, che l'intero settore debba rallentare il ritmo con cui vengono aumentate le capacità dei modelli. Proprio mentre la stessa Anthropic “sta preparando la quotazione in Borsa che potrebbe attribuire alla società una valutazione di almeno 2 mila miliardi di dollari”.
Tra i rischi elencati da Amodei configurano la possibile perdita di controllo sui sistemi di IA, spinta soprattutto dalla capacità crescente dei sistemi medesimi di contribuire a costruire la generazione successiva di sé stessi. Nonché l'uso improprio della tecnologia per attacchi informatici su larga scala e per il bioterrorismo, e sconvolgimenti economici di portata rilevante. Inoltre, una competizione........
