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Abbiamo ancora bisogno di Francesco

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04.10.2026

Ottocento anni fa moriva Francesco d’Assisi. Era la sera del 3 ottobre 1226; il giorno successivo sarebbe diventato quello della sua memoria. Otto secoli dopo continuiamo a pronunciare il suo nome con una familiarità riservata a pochissime figure della storia. Non soltanto perché è uno dei santi più amati della cristianità o perché, insieme a Caterina da Siena, è Patrono d’Italia. La sua vicenda ha attraversato religione, letteratura, arte e rapporto con la natura, entrando profondamente nel nostro immaginario collettivo. E forse oggi ne abbiamo bisogno più che mai.

Viviamo in un tempo popolato di personaggi e povero di esempi. Celebrità, influencer, leader e modelli si susseguono rapidamente. Conosciamo moltissimo delle vite degli altri e sembriamo ammirare sempre meno qualcuno. Persino la parola “eroe” ci mette in imbarazzo: appare retorica, antica, ingenua. Eppure ogni società ha bisogno di uomini e donne capaci di dimostrare, attraverso la propria esistenza prima ancora che con le parole, che un altro modo di stare al mondo è possibile.

Francesco fu questo. Non nacque santo: figlio di un ricco mercante, attratto dalla cavalleria e dalla gloria, conobbe la guerra e la prigionia. Poi ebbe il coraggio più difficile: cambiare vita. Abbandonò il privilegio, scelse la povertà, si avvicinò a coloro dai quali tutti si........

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