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Il quartetto delle meraviglie non può gestire la politica estera italiana

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13.03.2026

Quando parliamo della Dc e della sua politica estera, al netto della storica criminalizzazione politica e culturale dei comunisti declinata per quasi 50 anni contro il partito che ha ricostruito l’Italia, non c’è alcun dubbio che forse non esiste ancora nessun’altra formula politica, alleanza, coalizione o partito che possa avvicinarsi realmente al progetto democratico cristiano.

Certo, visto che non siamo su “Scherzi a parte” credo che non sia neanche immaginabile pensare, oggi, a una politica estera costruita, governata e gestita dal quartetto delle meraviglie. Cioè da Schelin, Conte, Fratoianni/Bonelli/Salis e Landini. Dio ce ne scampi. Ma, per uscire dalla fantapolitica e per restare all’attuale dibattito politico, non posso non ricordare - e senza alcuna regressione nostalgica o passatista - che la storica politica estera italiana ha sempre avuto alcuni caposaldi essenziali. Certo, la politica è una continua evoluzione e, per dirla con Guido Bodrato, “la politica è un’eterna transizione”. Ma è indubbio che se il nostro paese mette in discussione alcuni tasselli che hanno contribuito a definirne la sua identità........

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