Comunicare con i fiori, dal Rinascimento all’IA: dal Flower show di Firenze all’arte in natura di Roma
Una rondine non fa primavera, un fiore di ciliegio sì. Torna dal 27 marzo a Firenze lo spettacolo più rigoglioso dell’anno che fino a ottobre aprirà al pubblico giardini normalmente inaccessibili o poco conosciuti, trasformandoli, per un fine settimana, in palcoscenici viventi dove l’odore della terra si fonde con il profumo di rose e gardenie mentre collezionisti da tutta la penisola portano varietà botaniche irreperibili e i visitatori si dilettano fra arte, giardinaggio, cultura e sapori. Si riparte questo fine settimana dal Giardino Corsini di Firenze (via della Scala, 115) Flower Show, 18 edizione, e si prosegue con tre tappe in altre città d’arte italiane: Verona (2-3 maggio) al Giardino Giusti (via Giardino Giusti, 2); Perugia (23-24 maggio) a Villa del Colle del Cardinale (str. per Sant'Antonio, 47) con la winter edition (19-20 settembre) e si chiude tornando al Giardino Corsini di Firenze in pieno autunno (10-11 ottobre). Il fil verte che unisce ogni appuntamento fra natura e cultura è quello che conduce nelle tre dimore storiche: Giardino Corsini, Giardino Giusti e Villa del Colle del Cardinale visitabili durante la manifestazione con guide esperte. Tutt’intorno sbocciano rose antiche, orchidee, peonie, bonsai, pelargoni, piante carnivore, agrumi secolari, cactacee e succulente di ogni specie.
Tutto arricchito dall’integrazione di nuovi e significativi prestiti provenienti da prestigiose collezioni italiane, tra cui la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma. E proprio grazie agli importanti prestiti di quest’ultimo con la sovrintendenza capitolina, è possibile ammirare il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, in dialogo con nuove opere e installazioni contemporanee, tra cui Enter the Plastocene di Tamiko Thiel and/p e Sunday’s lunch 02 di Eugenio Tibaldi, e con le opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi, Filippo Teodoro di Liagno detto Filippo Napoletano e Pietro Neri Scacciati. Completano la narrazione nuovi contributi di Tracey Bush, Rob and Nick Carter, Ann Carrington e un nucleo inedito di lavori di Zadok Ben-David che apre e amplia la riflessione su biodiversità, fragilità degli ecosistemi e responsabilità collettiva.
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