Social freezing, via libera bipartisan nel Lazio ai contributi per il 2027
Ci sono battaglie politiche che nascono da una convinzione semplice: un diritto è davvero tale soltanto quando è accessibile a tutte e a tutti, non quando rimane sulla carta o diventa un'opportunità riservata a chi può permettersela, traducendosi, di fatto, in un privilegio. È con questo spirito che ho portato avanti, in questi anni, il tema della tutela della fertilità e della prevenzione dell’infertilità. E oggi possiamo dire di aver compiuto un passo concreto e importante.
Il Consiglio regionale del Lazio in questi giorni ha approvato, nell’ambito della variazione di bilancio, la misura che avevo proposto per sostenere economicamente il social freezing. In particolare è previsto uno stanziamento di 300 mila euro complessivi per il 2027, in via sperimentale, destinato ai residenti nel Lazio tra i 18 e i 40 anni. Il contributo, una tantum, potrà arrivare fino a 3mila euro per la crioconservazione pianificata degli ovociti e fino a mille euro per quella del liquido seminale
È un risultato che rivendico con orgoglio perché nasce da una proposta che ho portato avanti con convinzione, ma che è diventato possibile anche grazie al confronto trasversale in Consiglio regionale. Il testo della mio emendamento è stato infatti integrato con un subemendamento di Forza Italia che ha esplicitamente incluso anche la prevenzione dell’infertilità maschile e la crioconservazione del liquido seminale. È la dimostrazione che su temi centrali per la vita collettiva, quando c'è la volontà di affrontare concretamente i problemi, si possono trovare convergenze oltre gli schieramenti.
Un primo passo, non un punto di arrivo - Voglio però essere molto chiara: questo non è il punto di arrivo. È il punto di partenza. La misura approvata dal Lazio è una sperimentazione importante. Ma proprio perché è una sperimentazione, dobbiamo utilizzarla per capire il bisogno reale, misurare la domanda, verificare i tempi di accesso e individuare eventuali ostacoli burocratici o organizzativi. E dobbiamo farlo con un obiettivo preciso: trasformare un intervento sperimentale in una politica strutturale.
Nei prossimi mesi sarà fondamentale che la Regione definisca rapidamente e con la massima chiarezza le modalità di accesso, la documentazione necessaria, i criteri di erogazione e le procedure per ottenere il contributo. La legge demanda alla Giunta la definizione delle modalità attuative: è quindi nella fase applicativa che dovremo evitare che un diritto formalmente riconosciuto si trasformi in un percorso complicato, poco conosciuto o difficile da utilizzare.
Dovremo inoltre rafforzare la rete dei centri pubblici e accreditati, perché finanziare una prestazione senza garantire una rete adeguata di servizi rischia di lasciare irrisolto il problema delle liste d'attesa e dell'accessibilità territoriale. Il mio impegno sarà quindi quello di seguire innanzitutto passo dopo passo l'attuazione della misura e di lavorare perché le risorse possano essere confermate e, se necessario, aumentate........
