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Le metamorfosi di Netanyahu. Ieri Churchill, oggi Gengis Khan

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09.04.2026

Donald Trump avrebbe parlato con Benjamin Netanyahu poco prima di annunciare il temporaneo cessate il fuoco con l'Iran. Nulla di cui stupirsi essendo prassi normale tra alleati in battaglia. Tuttavia, la decisione della tregua non deve essere piaciuta troppo a Bibi. Anche perché nel caso di tenuta e se venisse concretamente implementato un accordo di pace con Teheran - assai improbabile - i termini striderebbero con il suo indirizzo politico, la sua strategia militare e la preparazione della campagna elettorale. Insomma un mezzo disastro per i piani del signore del Likud. D'altronde nel caso che l'opinione pubblica dovesse interpretare il conflitto come un fallimento sia il presidente statunitense che il primo ministro israeliano cercheranno qualcuno su cui scaricare la colpa della disfatta. A Trump resta sempre la possibilità di addossare tutto sull'amico che l'avrebbe tirato dentro a una guerra che non voleva fare oppure, imputare la mancata partecipazione delle forze Nato al conflitto. A Bibi invece basterà ripetere l'anatema classico: negare le dirette responsabilità, e puntare il dito contro l'esercito, il Mossad e immancabilmente i giudici.........

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