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A Crans-Montana il fallimento della sicurezza, non della gioventù

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03.01.2026

Il dibattito pubblico seguito alla tragedia di Crans-Montana sta scivolando pericolosamente verso una narrazione distorta: la criminalizzazione delle vittime. Si punta l'indice contro i video girati con gli smartphone, contro la presunta "incoscienza" dei minorenni o l'inadeguatezza dei genitori. È una deriva che rasenta il ridicolo. I video, lungi dall'essere prova di superficialità, sono oggi la documentazione più cruda di un evento di cui i giovani sono le uniche, vere vittime. Mentre il "giovane presente" chiede pace — come dichiarato da uno dei superstiti ai microfoni di Quarto Grado — è necessario interrogarsi sul "grande assente": l’adulto. Non l’adulto inteso come genitore, ma come garante della sicurezza, supervisore e scudo protettivo.

Il paradosso neuroscientifico: perché l'allarme non è scattato

La critica più frequente riguarda l'apparente inerzia dei ragazzi dinanzi al pericolo. Le neuroscienze, tuttavia, spiegano che non si è trattato di apatia, ma di un fallimento biologico del sistema di allerta. L’amigdala, la centralina della paura, non rileva il pericolo in modo oggettivo, ma per confronto di pattern. Il sistema si attiva solo se lo stimolo viola le aspettative di sicurezza o somiglia a un trauma già vissuto. In una discoteca a Capodanno, elementi come fumo, calore, luci intermittenti e rumori assordanti sono stimoli congruenti con lo scenario. Il cervello dei ragazzi ha catalogato ciò che stava accadendo come parte della festa, non come una minaccia vitale. Se il contesto è "divertimento", il sistema inibisce i segnali che in una biblioteca farebbero scattare la fuga immediata. Secoli di civilizzazione hanno inoltre indebolito i nostri istinti ancestrali, come la paura del fuoco, rendendo la gestione del rischio un processo che deve essere guidato, non lasciato all'istinto.

La Psicologia delle Folle e l'Anima Collettiva

A complicare il quadro interviene la dinamica della massa. Come teorizzato da Gustave Le Bon nel suo fondamentale La psicologia........

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