Che magnifica illusione, avere un posto nel mondo
Per esistere, Totò e Vicé hanno bisogno l’uno dell’altro. I due clochard di Franco Scaldati abitano un tempo fatto di sogni e di ricordi, nel quale la presenza del compagno è forse l’unica cosa su cui fare affidamento. Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno a questa dipendenza reciproca una grazia struggente. La loro intesa rende credibile ogni fragilità, lascia che la tenerezza conservi qualcosa di buffo e fanciullesco. Il nodo alla gola arriva così, quando ci si accorge che, in quel mondo sospeso, tenersi per mano è una questione di sopravvivenza.
Si potrebbe cominciare da questo spettacolo per raccontare il Ginesio Fest, che dal 25 al 30 agosto ha portato a San Ginesio, nelle Marche, la sua settima edizione. Leonardo Lidi, al quinto anno di direzione artistica e reduce dal successo cinematografico di Serpenti, l’ha dedicata alle “illusioni”. Avere una casa, essere riconosciuti, sottrarsi a un destino deciso da altri: per alcuni personaggi, persino queste aspirazioni elementari confinano con l’irrealtà. Il teatro concede loro il tempo e lo spazio per avere parola, mettendo in discussione l’autorità di chi, a questo mondo, stabilisce che cosa sia possibile.
In Bùbaro dei Bùbari, scritto da Carolina Balucani e diretto da Antonio Latella per il Teatro Stabile........
