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L'esodo a Lignano e le scosse di settembre: esce "11 settembre", la bonus track del podcast sul terremoto in Friuli

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11.09.2026

Un anziano contadino cammina sulla spiaggia di Lignano. Ha un basco in testa, una camicia bianca sotto il gilet e i piedi che affondano nella sabbia chiara. Intorno a lui ci sono gli ultimi bagnanti di una stagione ormai agli sgoccioli. Lui, invece, sembra arrivare da altrove. C’è qualcosa di straniante in quella fotografia. L’uomo appartiene così poco a quel paesaggio da sembrare capitato lì per errore, come un extraterrestre, di quelli buono, venuto da un altro pianeta o, forse, semplicemente da un altro tempo.

Che poi in un certo senso è proprio così. Quell’uomo viene da un Friuli che pochi giorni prima tremava ancora. È uno degli sfollati costretti a lasciare i propri paesi dopo le nuove scosse del settembre 1976 e trasferiti sulla costa. Qualcuno lo fotografa mentre cammina sulla spiaggia di Lignano, lontano dalla sua casa e dalla sua terra, dentro un paesaggio che per tutti gli altri significa vacanza e che per lui, invece, significa esilio.

È questo contrasto a rendere lo scatto così potente, quasi cinquant’anni dopo. Il basco, il gilet, quel passo contadino sulla sabbia. Alle sue spalle non vediamo macerie, tende, muri crollati. Non vediamo il terremoto. Eppure il terremoto è tutto lì: nello spaesamento di un uomo che porta il proprio paese, le proprie abitudini e forse il proprio lutto fin dentro una cartolina d’estate che non gli appartiene.

È da questa fotografia, conservata nell’archivio della Biblioteca civica di Gemona, che nasce 11 settembre, l’episodio bonus di Tracce – Le voci che restano del terremoto in Friuli, il podcast del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia scritto e narrato da Giuseppe Parisi, realizzato grazie al........

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