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Quando nei giornali non si badava a spese

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21.12.2025

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Racconta al Foglio Franco Recanatesi, una vecchia volpe del giornalismo italiano, che quando Repubblica lanciò la sua edizione napoletana, Scalfari l’inaugurò con una festa ad Ercolano dello stratosferico costo per l’epoca di 32 milioni di lire. Il che dimostra due cose. La prima è che negli anni ‘90 nei giornali non si badava alle spese. Era un po’ lo stile dell’epoca, i giornalisti avevano ancora il tratto esotico di chi poteva partire da un momento all’altro. Magari per il Sudamerica o per l’Estremo Oriente («inviati con la valigia», era l’ambita qualifica): per raccontare una storia, una guerra, ma anche più banalmente per descrivere un mondo lontano attraverso una vacanza. Io non ho mai lavorato alla redazione napoletana di Repubblica, ma in quella di Roma sì. E ricordo almeno un paio di «grandi inviati» che si organizzavano un bel viaggio di piacere una volta all’anno con la scusa di trarne materiale per un reportage in più puntate, spesso fatto fondamentalmente di descrizioni di grandi alberghi e cocktail bar. 

Il «dandysmo» era un segno particolare di Repubblica. Ma il secondo è più importante significato di questa rievocazione sta nel fatto che l’informazione locale era considerata in quel momento di massima espansione della carta stampata, con........

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