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«Il cervello ha un sé», così Mariano D’Angelo ha vinto un grant universitario al Karolinska

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12.10.2026

Lo scienziato napoletano è principal investigator in un progetto da mezzo milione di euro. «Tornare in Italia? Sarebbe complicato, difficile fare ricerca»

Me l’hanno spiegato così, come se avessi avuto due anni: in che modo il cervello riesce a stabilire che il corpo che percepiamo è realmente il nostro? In neuroscienza si chiama body ownership ; ma la cosa è molto più complicata. «In pratica, studiamo come il cervello distingue i segnali sensoriali che provengono dal mondo esterno da quelli legati al nostro sé corporeo. Si tratta di una domanda fondamentale nell’ambito della psicologia e delle neuroscienze cognitive: come dall’attività cerebrale emerge l’esperienza di avere e di essere un corpo?», racconta Mariano D’Angelo, al telefono da Stoccolma. Così non so più se sto interloquendo con uno psicologo o un filosofo. So, tuttavia, che questo ragazzo di 37 anni, lui nato a Napoli e per buona parte cresciuto a Trani — conseguita la laurea in Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica a Bologna — ha infilato un PhD (2018), un premio Marie Curie (2025) e, giusto una settimana fa, un project grant universitario in Svezia di circa mezzo milione di euro, che spenderà al Karolinska Institutet di Stoccolma nel quale già lavora dal 2021. Lo Swedish research council, una delle principali istituzioni pubbliche che finanziano la ricerca scientifica, lo ha nominato principal investigator . Andiamo per ordine. Quanti candidati c’erano per il grant che ha vinto? «È un bando piuttosto competitivo. Nel 2026 sono state presentate 1.202 domande per questa tipologia di finanziamento e ne sono state approvate 96;quindi circa l’8% delle proposte presentate ha ottenuto il finanziamento».Parliamo del progetto. Su cosa “indagherà”? «Sensing and believing the self , questo il titolo, vuole capire come interagiscano, da una parte, le informazioni sensoriali che arrivano dal corpo e, dall’altra, le aspettative e le conoscenze che il cervello possiede già. In altre parole, vogliamo studiare come il cervello combina ciò che “sente” con ciò che “crede” per costruire il senso di appartenenza del........

© Corriere del Mezzogiorno