De Laurentiis «bacchetta» il calcio: «Vecchio e c’è il problema degli agenti dei giocatori»
Intervista del presidente del Napoli alla Cbs a Los Angeles: «Bisogna tornare subito al campionato a 16 squadre»
Aurelio De Laurentiis a tutto campo. In una lunga intervista rilasciata alla Cbs, in occasione della Premier del film Aga4in a Los Angeles, il produttore cinematografico ha spaziato in lungo e in largo, dal 2004 ad oggi.«È stato difficilissimo – ha spiegato il presidente – il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo. Oggi nel calcio gli arbitri decidono quanto recuperare, io lotto con la Figc perché quest’arbitro non era bravo, quello fa così, l’altro fa così… è un’anarchia. Non è buono, per lo sport soprattutto. Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono».
Poi, la stilettata agli agenti dei calciatori: «Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che sembrano i proprietari del calcio. È poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono».Il refrain è sempre lo stesso, la riduzione delle squadre in serie A: «Nel 1986 eravamo solo 16 squadre in Serie A, poi siamo diventati 20, ma anno per anno il numero delle partite è esploso. Perché ognuno vuole una medaglia. La Uefa vuole fare più soldi, poi dopo l’arrivo del Re Infantino abbiamo fatto il mondiale per club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti si suicidano. Puoi farlo per una stagione ma come possono resistere? Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico ma se gli dici: Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno? Direbbe: assolutamente no».E lo scudetto? «Noi – ha spiegato Dela - guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto del Real, del Psg, City, United, e così è veramente difficile essere in competizione con loro. Questo è il problema. Cosi noi siamo stati molto attenti nella gestione economica del club. In ogni caso, la mia intuizione di Sarri era solo un’idea che ho avuto e si è rivelata un’idea vincente. Come con Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte che sono il meglio del meglio. Per convincerli a venire con noi non è stato facile ma è stata una grande intuizione e abbiamo avuto la capacità di farlo e lo faremo anche in futuro».De Laurentiis ha poi toccato il tema delle richieste degli allenatori sul mercato: «Ci sono alcuni allenatori a cui piace condividere le decisioni per il calciomercato. Altri che invece lasciano la gestione alla società. Nel secondo anno con Spalletti - continua - ho licenziato 6 giocatori e ad altri sono scaduti i contratti: sono andato sul mercato e ho comprato 6 giocatori, poi abbiamo vinto lo scudetto. Spalletti mi chiese solo di acquistare Raspadori, fu l’unica sua richiesta. Raspadori non ha avuto un grande successo con il Napoli, può succedere. Quando un allenatore ti chiede giocatori, cerchi sempre di accontentarlo per evitare che poi possa dirti “guarda ti avevo detto di comprare quel giocatore, guarda come gioca e come segna"».
Elogi per Conte per il secondo scudetto: «Tutti giocavano per la maglia, per Conte. Lo si vede nel film, Conte urlava ed era eccitato ogni partita, e chiedeva a tutti quanti di non mollare mai. Perché se ci fosse stato un momento di distrazione, gli altri ci avrebbero mangiato. Questo è il mio punto di vista, Conte è un grandissimo motivatore».Ma parole appassionate anche per McTominay: «Scott credo sia davvero un uomo scozzese. Lui è come un attore: elegante, serio, un amico, un bravo ragazzo. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio, ma Scott ha davvero una personalità pazzesca».
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12 aprile 2026 ( modifica il 12 aprile 2026 | 14:58)
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