Nucleare, dalla Camera il via libera al ritorno al passato
La Camera ha dato il via libera al ddl delega sul nucleare con 155 sì. Secondo il ministro Pichetto i primi reattori saranno operativi nel 2034-2035. Un primo mattone delle future fondamenta di una possibile “casa nucleare italiana”, se i cittadini lo vorranno, è stato posato ieri pomeriggio con l’approvazione, da parte della Camera, del disegno di legge-delega preparato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). E’ un ritornello della destra quello della “Casa”, dalla “Casa della Libertà” di qualche anno fa, si è passati alla “casa nucleare italiana”. Se la prima poteva essere considerata una prigione della Libertà, cosa potrebbe essere la “casa nucleare italiana” se non il punto di partenza di un folle progetto per costruire armi atomiche? Il percorso di approvazione è stato articolato con diversi passaggi certamente non brevi: prima la dichiarazione politica di interesse, con varie sfumature, da parte dei partiti di governo e di Azione nella campagna elettorale di cinque anni fa; poi, nel 2023, il lavoro della Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile voluta dal ministro Pichetto; poi, nel 2024, la preparazione del ddl-delega da parte del gruppo di lavoro guidato dal prof. Guzzetta; nel 2025, l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri; a seguire, l’avvio dell’analisi del documento da parte delle commissioni congiunte della Camera (Ambiente e Attività produttive), con (ben) 96 audizioni a supporto, seguite dalla discussione e dal parto di 137 pagine di emendamenti; il tutto concluso dall’approvazione del testo, lievemente emendato, il 20 maggio scorso. E ieri, 4 giugno 2026, il primo passo da parte della Camera. Ora il testo va al Senato per la discussione. Da lì potrebbe uscire approvato con emendamenti, il che richiederebbe il ritorno alla Camera per la corrispondente valutazione e l’approvazione finale che comunque sarebbe scontata. La decisa accelerazione degli ultimi mesi potrebbe essere ulteriormente confermata se, come sembra, nei prossimi mesi prendessero vita anche i famosi decreti attuativi, le vere gambe sulle quali la legge-delega sarebbe in grado di camminare. Vorrebbe dire arrivare alla loro approvazione e quindi alla reale operatività della legge prima della fine del 2026. O subito dopo. Da lì in poi, tre grandi banchi di prova in successione: le elezioni politiche con il nuovo governo (non sappiamo quanto sarò nuovo); il referendum abrogativo (qualcuno lo chiederà); l’avvio del processo di strutturazione o ristrutturazione del sistema nucleare e della decisione di investimento (cabina di regia, nuova autorità di sicurezza, comunicazione e coinvolgimento dei cittadini e dei territori, deposito........
