Il costo dell’immobilismo: da Taranto a Borgo Mezzanone
Sfide interne per il governo del Paese. I casi della “transizione green” – attraverso la decarbonizzazione del polo siderurgico Acciaierie Italia- ex ILVA di Taranto e del ghetto di Borgo Mezzanone a Manfredonia: due grandi terreni di sfida per chi, nelle prossime campagne elettorali per le elezioni politiche voglia affrontare i temi salute, ambiente ed economia, battaglie che finora lo Stato e i privati hanno perso.
I numeri impietosi che esprimono socialmente ed economicamente queste realta’ e non lasciano dubbi sull’importanza delle questioni.
Inail e Asl Taranto hanno dichiarato che, fra il 2005 e il 2024, sono stati riconosciuti 2.035 malattie professionali, di cui 934 tumori e 961 decessi (34%), 13728 infortuni denunciati di cui 12341 riconosciuti (con una media di 617 l’anno, quando due al giorno), 10 lavoratori morti per incidenti sul lavoro.
Il disastro ambientale che ha travolto la citta’ di Taranto e che si consuma da 1965 parla chiaro: come stabilito da perizie scientifiche svolte a partire dalla richiesta del 2022 rivolta dal GIP Patrizia Todisco a tre epidemiologi di fama (i professori Annibale Biggeri, Maria Triassi e Francesco Forestiere), l’ incremento percentuale di aumento di cancro ai polmoni, leucemie infantili, contaminazione del latte materno si riconosce ufficialmente derivato dall’ inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico, grazie alle immissioni aeree di sostanze nocive come diossine, benzene, metalli pesanti e polveri sottili.
Dall’ultima inchiesta europea del network investigativo Corrective Europe e Cittadini reattivi sull’impatto dell’inquinamento industriale e’ emerso, dai dati forniti in esclusiva dall’ Agenzia auropea dell’ambiente, che lo stabilimento di Taranto costi alla collettivita’, in termini di impatto sanitario, ambientale e climatico, con morti premature, malattie e danni all’ ecosistema, piu’ di un miliardo di euro l’ anno.
L’insediamento industriale, negli anni, inoltre, ha frenato lo sviluppo dell’ economia locale: lo stop della crescita nel settore agricolo e ittico, settori abbandonati dai braccianti e dai piccoli proprietari terrieri, per il lavoro in fabbrica. Nel tempo,........
