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Lo strappo di Madrid: Sanchez chiude il cielo ai venti di guerra

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31.03.2026

​Non è solo una questione di rotte aeree; è una questione di principi che scuotono le fondamenta stesse dell’ordine atlantico e ridisegnano i confini della responsabilità internazionale. Con una decisione che segna il punto più basso nelle relazioni tra Madrid e Washington degli ultimi decenni, il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha ufficialmente sbarrato lo spazio aereo nazionale a ogni mezzo militare statunitense impegnato nel conflitto in Iran. Il divieto è totale e senza precedenti per un alleato storico della NATO: non colpirà solo i caccia destinati ai bombardamenti tattici, ma smantellerà l’intera infrastruttura logistica di supporto, inclusi i fondamentali aerei cisterna necessari per il rifornimento in volo. Senza il “carburante spagnolo” e l’accesso strategico alla penisola iberica, la macchina bellica di Washington nel Mediterraneo e verso il Golfo Persico subisce un colpo durissimo, costringendo il Pentagono a ridisegnare rotte molto più lunghe, costose e politicamente rischiose, che aggirano l’intera area sotto sovranità madrilena. ​La mossa odierna è il culmine di una tensione che covava da settimane sotto la cenere di una diplomazia sempre più logora e di un’opinione pubblica spagnola profondamente scossa dai venti di guerra. Sanchez aveva già sbarrato le porte delle basi di Rota e Morón de la Frontera, siti storicamente cruciali per la proiezione di potenza americana verso l’Oriente, l’Africa e il Medio Oriente. Di fronte alle crescenti pressioni internazionali, ai richiami al dovere di alleanza e alle velate minacce di ritorsioni economiche, il........

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