Medicina: il paziente a pezzi
C’era una volta il medico internista. Entravi nel suo studio e dicevi semplicemente: “Dottore, sto male”. Non sapevi dove fosse il problema, né dove cominciare a cercarlo. Era il suo mestiere capirlo. Se avevi un dolore al fianco, lui sapeva che poteva nascere dalla schiena. Se ti mancava il respiro, non si fermava ai polmoni.
Guardava la persona, non il singolo organo. Perché il corpo umano è un sistema complesso, non un insieme di compartimenti stagni. Quella figura, lentamente, sta scomparendo. Oggi sembra che il paziente debba arrivare già con la diagnosi in tasca. Prima consulta Internet, poi ascolta l’amico che ricorda un caso identico capitato alla nonna trent’anni fa e infine si presenta dallo specialista con una certezza tutta sua: “Credo di avere un problema al fegato”.
Ed è proprio lì che il sistema funziona… fin troppo bene. Lo specialista del fegato controllerà il fegato. Con competenza, tecnologie sofisticate e, se necessario, cure........
