Battarino: “Dopo il referendum resta una ferita profonda. Va ricostruita la fiducia nelle istituzioni”
«Alcune circostanze rendono particolarmente complessa l’analisi degli atti comunicativi provenienti da una pluralità di attori in questa fase di avvicinamento al referendum del 22-23 marzo 2026». «Rientrano tra queste circostanze il valore politico attribuito a un’eventuale vittoria del “sì”, di mantenimento del vantaggio elettorale dell’attuale maggioranza parlamentare e di governo in vista delle elezioni del 2027; e, da parte di alcuni, l’equivoca lettura di una vittoria del “no” come spallata al governo. Ma soprattutto assistiamo al compiersi di una distorsione della comunicazione istituzionale». Questo passaggio è apparso sulla rivista “Questione Giustizia” nel saggio “Brevi note sulla comunicazione pubblica nella campagna referendaria 2026”. A firmarlo è Giuseppe Battarino, ex magistrato e docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università dell’Insubria ed ex magistrato.
Professor Battarino, in che cosa si differenziavano la narrazione del No e quella del Sì nella campagna referendaria? «Il No cercava temi generali. Il Sì invece aggiungeva pezzi di volta in volta: il caso........
