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Battarino: “Dopo il referendum resta una ferita profonda. Va ricostruita la fiducia nelle istituzioni”

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24.03.2026

«Alcune circostanze rendono particolarmente complessa l’analisi degli atti comunicativi provenienti da una pluralità di attori in questa fase di avvicinamento al referendum del 22-23 marzo 2026». «Rientrano tra queste circostanze il valore politico attribuito a un’eventuale vittoria del “sì”, di mantenimento del vantaggio elettorale dell’attuale maggioranza parlamentare e di governo in vista delle elezioni del 2027; e, da parte di alcuni, l’equivoca lettura di una vittoria del “no” come spallata al governo. Ma soprattutto assistiamo al compiersi di una distorsione della comunicazione istituzionale». Questo passaggio è apparso sulla rivista “Questione Giustizia” nel saggio “Brevi note sulla comunicazione pubblica nella campagna referendaria 2026”. A firmarlo è Giuseppe Battarino, ex magistrato e docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università dell’Insubria ed ex magistrato.

Professor Battarino, in che cosa si differenziavano la narrazione del No e quella del Sì nella campagna referendaria? «Il No cercava temi generali. Il Sì invece aggiungeva pezzi di volta in volta: il caso........

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