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Signore & Signori torna a Treviso: «Sessant’anni dopo i vizi rimangono»

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03.08.2026

Ci sono film che invecchiano e film che continuano a parlare al presente. Signore & Signori appartiene alla seconda categoria. Non perché la Treviso del 1966 esista ancora, ma perché continua a costringerci a guardare dentro una provincia che ha cambiato pelle senza smettere di interrogarsi sul desiderio, sull’apparenza e sul giudizio degli altri. A quasi sessant’anni dall’uscita, il capolavoro di Pietro Germi torna in piazza Rinaldi (7 agosto ore 21.15) e conserva intatta la sua capacità di dividere, divertire e far riflettere.

Quel ritratto della buona borghesia trevigiana, con le sue ipocrisie, i tradimenti, la voglia di denaro e il peso del perbenismo, non è più vissuto come un’offesa. È diventato parte della memoria della città.

Raccontare una verità

«I trevigiani sentono che quel film racconta una verità che appartiene alla nostra città» osserva Giuliana Fantoni, direttrice del cinema Edera, «Resta un film cult. Nessun’altra pellicola ambientata nella provincia veneta ha creato un effetto simile. Pur essendo graffiante, i trevigiani sanno riderne. E continua a piacere anche ai giovani».

È una piccola rivincita del cinema. Quello che negli anni Sessanta scandalizzava oggi viene accolto con autoironia. La città, in fondo, ha imparato a riconoscersi in quello specchio. Ma quello specchio riflette ancora il presente? Per Luciano Franchin, presidente dell’Associazione Luciano Vincenzoni, sarebbe un errore considerare Signore & Signori un documentario........

© Tribuna di Treviso