Incendi, un’estate da dimenticare: bruciati 15 ettari in tutta la Marca
Per giorni il fuoco è rimasto aggrappato alla montagna. Le fiamme che hanno disegnato nel buio il profilo del bosco Mont, sopra Miane, non si vedono più.
Resta il nero della vegetazione bruciata, il fumo che si solleva dal terreno, la cenere. E i segni lasciati dal rogo, visibili anche ora che l’incendio è spento. L’ultima scintilla si è esaurita dopo giorni di lavoro in cui, sotto la superficie, continuavano a resistere piccoli focolai.
Un’estate eccezionale
Era scoppiato l’11 agosto, in quota, e nei giorni successivi si era spostato verso la zona di Praderadego, fino al territorio bellunese di Mel. Per domarlo è stato necessario intervenire dal cielo: elicotteri della Protezione civile e Canadair hanno effettuato ripetuti lanci d’acqua sulle zone più difficili da raggiungere. Poi sono rimaste le braci, nascoste sotto la vegetazione e nel terreno. Tre giorni fa erano stati individuati due focolai residui nella parte centrale del bosco.
Per soffocarli sono serviti nuovi lanci dall’elicottero. Infine è arrivata la pioggia. L’acqua ha spento gli ultimi residui. Ora non restano che i segni sulla montagna, quindici ettari di bosco divorati dalle fiamme. Secondo i dati raccolti dal........
