Referendum giustizia. Basta con le bugie: diciamo sì
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Referendum giustizia. Basta con le bugie: diciamo sì
L’educazione cristiana ricevuta nel movimento di Cl mi ha indotto, in questi 67 anni di appartenenza, a non assentarmi dai problemi della Chiesa e del mondo, tenendo come punto di riferimento il criterio espresso dalla Chiesa. Così, proprio per obbedienza alla Chiesa italiana, nel 1974 ho (abbiamo) partecipato attivamente alla battaglia relativa al referendum che riguardava il divorzio e nel 1981 a quello che riguardava l’aborto.
In questi giorni ho iniziato a prendere sul serio il referendum sulla giustizia, anche a seguito dell’invito del cardinale presidente della Cei a partecipare al voto che si terrà il 22 ed il 23 marzo, circa il quale ho apprezzato il giudizio dato dalla Compagnia delle Opere. Avendo approfondito la tematica, anche nel ricordo di avere fatto per circa 40 anni l’avvocato, e tenendo anche conto di qualche incontro sul tema, vorrei esprimere alcune prime osservazioni e considerazioni e porre qualche domanda.
La prima osservazione si riferisce al fatto che non ho mai visto tante bugie come quelle che fanno girare i tifosi del no, bugie dette senza ritegno (forse in mancanza di ragioni serie) anche da persone che rivestono cariche importanti e che, quindi, dovrebbero essere misurati nell’uso delle parole.
Accenno alle due bugie più clamorose e più ripetute. La prima afferma con sdegno che la proposta di riforma anche parziale della Costituzione (“la più bella del mondo” quando fa comodo) sarebbe un attentato alla........
