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Quando Dio leggerà nel gran libro, e nei nostri libretti
Vorrei oggi proporvi questa bella poesia di Giacomo Noventa. Perché? Il perché è un po’ strano e, anzi, a dire il vero, è talmente astruso che c’è da meravigliarsi che possa diventare un articolo. Salvo forse fare venire la nostalgia per quella gran figura di Giacomo Noventa, consolazione fatta poeta. Ma tant’è, vedremo alla fine se ne è valsa la pena:
Dio, tuti, el ne graziarà Cô no’ ghe sarà più stele nel çiel,E anca el sol spariràNe la luse de Dio,Quando i morti dal mar tornarà,E da l’inferno e dal çiel,Quando i angeli ne ciamaràAl Giudizio de Dio,E nissun,Né i re de la tera e i so servidori,Çercarà più de sconderse,Quando el tempo se misuraràCol tempo dei morti,Quando Dio lezarà nel gran libro,E nei nostri libreti,Quel, che par esser fati a so imagine,E prisonieri del tempo,Se gà vùo da penar,Una vose ne arivaràDal coro dei angeli:«Lassé che i boni me vegna viçin,Cussì viçin, come i gera vivendo.E i cativi… un fià più in là».Dio, tuti, el ne graziarà.
Credo che il fluire di quest...
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