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L’opposizione di due “partiti” che non lo sono: Cgil e Anm

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10.01.2026

Attualmente, la Camera dei deputati è composta da 398 eletti, in rappresentanza di 16 gruppi politici alcuni raggruppati tra di loro per motivi organizzativi. Mi pare, dunque, che lo scarso interesse al voto da parte dei cittadini (sempre più accentuato) sia compensato da un numero spropositato di sigle politiche, ciascuna delle quali pretende di essere un partito. Dunque, pochi elettori, ma tanti partiti. Questa è la situazione. Non mi pare che vi sia l’esigenza che vengano creati altri partiti: almeno il buon senso dovrebbe suggerire un atteggiamento di questo tipo. Ma la realtà è diversa: infatti, in questi ultimi tempi sono nati due altri partiti, almeno due che fanno rumore. Magari ce ne sono altri che stanno nascendo in silenzio!
Uno dei due nuovi partiti è costituito dalla Cgil, gloriosa sigla sindacale, che oramai ha dimenticato la difesa dei diritti dei lavoratori e si presenta alla ribalta pubblica, con i suoi scioperi del week end, urlando parole e slogan di preciso contenuto politico. La Cgil si occupa di politica internazionale, operando precise scelte di campo. Si occupa di politica nazionale, dando praticamente del fascista a chiunque la pensi in modo diverso. Concede il proprio sostegno ai futuri alleati di governo in modo ed in misura molto trasparente. A questo proposito, occorre anche dire che uno dei pregi di questo comportamento è proprio la trasparenza: infatti, la Cgil non cerca di nascondere la sua volontà di trasformarsi in un partito politico (cosa già........

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