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La lagna sui Lord che affossano il suicidio assistito

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30.04.2026

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Home » Salute e bioetica » La lagna sui Lord che affossano il suicidio assistito

La lagna sui Lord che affossano il suicidio assistito

«Oggi è stata una giornata triste per la democrazia in questo Paese. Dopo oltre 220 ore di dibattito in entrambe le Camere del Parlamento, una piccola minoranza di pari non eletti ha sfidato non solo la chiara volontà dei parlamentari democraticamente eletti, ma, cosa forse ancora più importante, i desideri di un’ampia maggioranza dei nostri elettori».

Il 24 aprile Kim Leadbeater, parlamentare inglese e madrina del disegno di legge sul suicidio assistito approvato dalla Camera dei Comuni nel 2024, affida al Guardian la promessa di riprovarci il prossimo 13 maggio. «Ho parlato con parlamentari che hanno votato contro il disegno di legge la volta scorsa, ma che sono così arrabbiati per l’operato della Camera dei Lord da accogliere con favore l’opportunità di rimandarlo e permettere al Parliament Act – concepito per garantire che la camera eletta possa imporre la propria volontà qualora la Camera dei Lord cerchi di bocciare un disegno di legge per due volte consecutive – di contribuire a impedire che venga bloccato di nuovo».

Intervistata da Sky News, ha poi paragonato questo “cambiamento sociale” al matrimonio tra persone dello stesso sesso legalizzato in Inghilterra e Galles nel 2013: «Il pubblico vuole semplicemente avere una scelta. E si tratta proprio di questo: una scelta. È un po’ come il matrimonio gay, no? “Sposi chi vuoi sposare, ami chi vuoi amare”. Non riguarda nessun altro».

La morte di Wendy Duffy

Lo stesso 24 aprile Wendy Duffy moriva in una clinica svizzera. 56 anni, mentalmente lucida, fisicamente in salute, aveva deciso di ricorrere al suicidio assistito dopo la tragica morte, nel 2022, di suo figlio Marcus, e quattro anni di depressione e un........

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