menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Gender Pay Gap: e se il problema fosse (anche) quello che non diciamo?

26 0
27.03.2026

Il gender pay gap è la differenza tra i salari medi di uomini e donne. Ogni anno, la Commissione europea designa una giornata di Equal Pay Day: il giorno simbolico in cui le donne europee “smettono di guadagnare” per il lavoro svolto durante l’anno, con un divario retributivo medio nell’UE pari al 13% – il che significa che, per ogni euro guadagnato da un uomo, una donna guadagna 0,87 euro.

Ma attenzione: dietro quel 13% ci sono storie molto diverse. E qui le cose si complicano, e si fanno più interessanti.

Prima di entrare nel merito, vale la pena citare la campagna di ZIJkant realizzata per l’Equal Pay Day 2026. Il titolo è Crime Does Pay e il tono è di un dark humor piuttosto riuscito: il video mostra diverse donne che commettono piccoli reati o azioni assurde con un unico obiettivo – farsi arrestare.

Il motivo? In Belgio le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini. Ovunque, tranne in un posto: la prigione. Nelle carceri belghe la retribuzione per il lavoro svolto dai detenuti è fissa e uguale per tutti, a prescindere dal genere. La campagna usa questa assurdità per sottolineare un’assurdità ancora più grande: che l’unico contesto in cui una donna belga ottiene in automatico la parità salariale è quello in cui ha perso la libertà.

È comunicazione efficace perché non fa la morale – fa ridere, e poi fa riflettere.

Circola online da qualche anno un articolo di documentazione.info che sostiene, in modo abbastanza perentorio, che in Italia il gender pay gap non esiste. Vale la pena leggerlo, perché alcune osservazioni sono fondate.

L’articolo argomenta che il divario nasce da un errore metodologico di base: quello di confrontare lo stipendio medio complessivo maschile con quello femminile, sommando tutti gli stipendi degli uomini da un lato e tutti quelli delle donne dall’altro. Il risultato – la famosa affermazione secondo cui una donna guadagnerebbe solo 87 centesimi per ogni euro guadagnato da un uomo – non dimostrerebbe discriminazione, ma solo che uomini e donne non fanno gli stessi lavori alle stesse condizioni.

Tra i fattori elencati: le donne scelgono più spesso lavori a basso salario, lavorano più spesso in part-time, prendono congedi più lunghi e negoziano con meno frequenza il proprio stipendio. Ma proprio per questo non significa, sostiene l’articolo, che le donne siano pagate meno degli uomini a parità di mansione, ore e anzianità.

Fin qui, è una posizione sostenuta anche da studi seri. Uno studio del Department of Labor statunitense è giunto alla “conclusione inequivocabile che le differenze nella remunerazione tra uomini e donne sono il risultato di una moltitudine di fattori e che i dati grezzi sul wage gap non dovrebbero essere usati per giustificare un’azione correttiva. Infatti, potrebbe non esserci nulla da correggere.”

Però. C’è una questione enorme che l’articolo sorvola: dire che il divario non è una........

© SenzaFiltro