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Piscine, stretta dopo gli incidenti: «Chi non è in regola chiude immediatamente». L’appello di Unpisi

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13.08.2026

Una bambina di 11 anni morta dopo essere rimasta intrappolata con i capelli nel sistema di aspirazione di una piscina a Sestri Levante. Un’altra, di 7 anni, salvata nel Trevigiano dopo che una gamba era rimasta bloccata dalla pompa di ricircolo della vasca.

Sono alcuni degli episodi che nelle ultime settimane hanno riportato drammaticamente l’attenzione sui rischi legati ai sistemi di aspirazione delle piscine, soprattutto quando a essere coinvolti sono i più piccoli.

Ora su questo fronte interviene anche una nuova disposizione nazionale, entrata in vigore l’8 agosto, che introduce uno specifico obbligo di sicurezza e prevede, in caso di violazione, la chiusura immediata dell’impianto fino all’adeguamento.

A richiamare l’attenzione di gestori e cittadini sulle nuove regole è Unpisi, associazione tecnico-scientifica dei Tecnici della Prevenzione, attraverso il segretario nazionale Savino Lamarca e il segretario regionale Domenico Di Gennaro, entrambi di Corato.

Le disposizioni sono contenute nella legge 4 agosto 2026, n. 142, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 agosto ed entrata in vigore il giorno successivo. La legge ha convertito, con modificazioni, il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108. Tra le novità figura l’articolo 4-bis, espressamente dedicato alle «Misure per la sicurezza nelle piscine».

Cosa cambia con la nuova norma: la violazione comporta la chiusura immediata

La norma riguarda le piscine pubbliche e quelle private destinate a un’utenza pubblica, comprese le strutture ad uso collettivo. Rientrano........

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