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Napoli, città “palcoscenico” ma con mancanza di servizi

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21.05.2026

Non è un mistero che a Napoli, da oltre trent’anni, la grande assente sia la capacità di amministrare davvero la città, di occuparsi dell’ordinario, dei servizi e degli interventi quotidiani che un Comune ha il compito e il dovere di garantire ai cittadini. Questa assenza emerge ogni giorno in maniera sempre più evidente: nelle strade dissestate e pericolose da percorrere sia in auto che a piedi; in un trasporto pubblico locale segnato da ritardi, inefficienze e disagi continui; in un traffico ormai permanentemente paralizzato dalla presenza di cantieri eterni; in quartieri dove perfino l’illuminazione pubblica diventa un lusso; oppure nella raccolta dei rifiuti che continua a funzionare a singhiozzo. E mentre la città reale arranca, Palazzo San Giacomo sembra vivere in una dimensione parallela, tutta costruita attorno all’organizzazione di grandi eventi, inaugurazioni, passerelle e operazioni d’immagine. Il problema non è ospitare eventi.

Il problema è ridurre l’idea stessa di amministrazione alla gestione della scenografia cittadina. Nel frattempo, però, Napoli continua a sprofondare nei problemi quotidiani. Basta guardare cosa accade sul fronte del welfare: ottenere assistenza per un anziano non autosufficiente è diventato un percorso ad ostacoli, così come riuscire ad accedere a un asilo nido comunale per chi non può permettersi strutture private o una babysitter. Insomma, i servizi essenziali diventano sempre più un privilegio e non un diritto. Eppure........

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