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Conte e la voglia di avere una stampa amica che non rompa mai le scatole

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Adoro Conte. Lo ritengo indispensabile per il Napoli. Soprattutto in una stagione dove gli infortuni hanno penalizzato non poco il rendimento della squadra campione d’Italia. Nel salotto di “Ne parliamo il lunedì” su Canale 8 passo per l’avvocato difensore dell’allenatore salentino. Non mi sento tale.

Esprimo solo giudizi su un signor professionista che sa come si portano a casa i risultati. Naturalmente, a prescindere da ruolo che mi sono dato, non posso coprirmi gli occhi e le orecchie quando il salentino sbaglia. Sono stato molto duro con lui dopo la sconfitta con la Lazio.

Ha sbagliato a confermare i “fab four” dall’inizio insistendo con uno schieramento fallimentare. Forse non sarebbe cambiato niente con McTominay al posto di Anguissa e con Alisson sulla corsia sinistra. La squadra era spenta e chiunque avrebbe giocato sarebbe stato travolto dai ragazzi di Sarri.

Ma non lo potremo mai sapere. Al termine dell’incontro Conte ha sbagliato anche dal punto di vista della comunicazione. Dove ha un rendimento altalenante. E il fatto che non parli alla vigilia delle gare è sinonimo di debolezza. Ma a prescindere da ciò sentire dire da lui che: «Napoli è controversa, c’è chi aiuta, chi distrugge e chi rompe le scatole», sinceramente non lo accetto.

Tonino da Lecce si riferisce alle polemiche sul suo futuro. Sulla possibilità di andare in Nazionale. Ma il primo ad accendere i fari sulla questione è stato lui.

«Se fossi il prossimo presidente federale mi terrei in considerazione», questa la sua frase alla domanda sul possibile ruolo alla guida dell’Italia. È naturale che nasce un tema giornalistico, di dibattito che i media nazionali ma soprattutto quelli locali sfruttano al massimo.

Se poi preferisce che si rimanga in silenzio davanti alle sue esternazioni, beh ha sbagliato città. Qui ci sono signori professionisti che sanno fare bene il loro lavoro. Certo, qualcuno straborda ma lascia il tempo che trova. Ma la maggior parte dei media non rompono le scatole perché Conte gli sta antipatico.

È solo il racconto di cronisti bravi e vogliosi di fare conoscere la verità. Di sicuro le sua assenza dalla sala stampa di Castel Volturno da sei mesi non l’hanno decisa i giornalisti. Ha fatto una scelta che è impossibile da condividere. Certe cose vanno spiegate bene altrimenti è inutile lamentarsi se poi si fanno congetture e si dicono cose vere che a lui non fanno piacere.

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