America, Africa, Europa, Italia e la distruzione della famiglia
Cari amici lettori, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, ci si aspettava, forse, che la principale potenza occidentale diventasse più isolazionista. Questo effetto si è verificato solo in piccola parte, con la lotta all’immigrazione clandestina, la politica dei dazi e il progressivo allontanamento dalla causa ucraina. Peraltro la presenza americana nel resto del mondo è cresciuta, come dimostrano gli interventi non soltanto nel continente americano (caso limite il rapimento di Maduro), ma anche in Africa e nel Medio Oriente. In Africa sarebbe opportuno un impegno maggiore, specialmente in Nigeria, dove la persecuzione dei cristiani non è per nulla attenuata. Ma anche a Gaza abbiamo finora solo chiacchiere, con Hamas sempre presente e finanziata dai suoi esponenti europei travestiti da benefattori e Israele sempre attiva con le sue truppe.
Voi sapete che io ho sempre avuto simpatia per il Tycoon, che è comunque meno peggio dei predecessori democratici. Non posso, tuttavia, apprezzare due recenti episodi. Ho trovato deplorevole che, a fronte del massacro della popolazione iraniana, Trump abbia indugiato in vuote minacce, rinunziando alla fine a qualsiasi intervento in difesa della popolazione massacrata, allorché le pubbliche esecuzioni dei ribelli sono state ufficialmente sospese, a repressione compiuta.
Nemmeno mi piace l’aggressività legata alla conquista (o acquisto)........
